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QUANDO A UN POPOLO RUBANO LA LINGUA: UN POPOLO, METTILO IN CATENE, SPOGLIALO, TAPPAGLI LA BOCCA: E' ANCORA LIBERO. LEVAGLI IL LAVORO, IL PASSAPORTO, LA TAVOLA DOVE MANGIA, IL LETTO DOVE DORME: E' ANCORA RICCO. UN POPOLO DIVENTA POVERO E SERVO QUANDO GLI RUBANO LA LINGUA ADOTTATA DAI PADRI: ALLORA E' PERSO PER SEMPRE
Monday 20 june 2011 1 20 /06 /Giu /2011 21:19
Di valresia
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Thursday 17 march 2011 4 17 /03 /Mar /2011 21:48

Ho aspettato qualche giorno prima di postare questa notizia. Pensavo che qualche componente del Gruppo Folkloristico Resiano prendesse una propia iniziativa tramite il loro sito o tramite Facebook a sostegno dei cittadini d Hokodate, colpiti profondamente sia dal terremoto, ma sopprattutto dal Tsunami. Cittadini conosciuti ad Agosto nella loro trasferta Giapponese.
Quindi, a questo punto, mi permetto di postare in segno di solidarietà a nome di tutti i Resiani queste poche parole.
Solidarietà da parte nostra, un abbracio a Voi tutti. copiato dal blog val resia-splinder..

Di valresia
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Saturday 15 january 2011 6 15 /01 /Gen /2011 14:30

Potrebbe essere questa l'idea degli Sloveni per tenere aperta la scuola a Resia?

Auspicio e proposta al Dan emigranta tenutasi il 6 Gennaio 2011 a Cividale del Friuli

L’ISTRUZIONE BILINGUE DA ESTENDERE

Il Governo regionale apprezza e sostiene con convinzione l’Istituto scolastico bilingue di S. Pietro al Natisone. Lo ha confermato l’assessore Elio De Anna davanti all’ampia platea del Dan emigranta, sottolineando il suo radicamento nella realtà locale e regionale ed allo stesso tempo la prospettiva plurilingue ed europea, le due direttrici sulle quali intende muoversi anche la stessa Regione.
Alla luce di queste considerazioni è stato quanto mai opportuno, ma anche realistico, l’auspicio di Miriam Simiz, intervenuta a nome delle organizzazioni slovene della provincia di Udine, che si possa estendere l’esperienza dell’educazione bilingue anche agli altri territori della provincia dov’è storicamente insediata la comunità slovena. Questo è quanto prevede la legge di tutela (art. 12 della legge 38/2001), ha ricordato, ma si tratta anche di una risposta positiva e di qualità al pericolo di ulteriore impoverimento della nostra montagna dove le scuole sono a rischio chiusura. Invece di penalizzare ancora di più i bambini, diamo loro una chance in più che si tradurrà in opportunità di crescita anche economica per le comunità, è stato il ragionamento.
Ma coerente con l’orientamento della Regione è anche l’auspicio della Simiz che l’esperienza dell’istruzione bilingue non si fermi obbligatoriamente a livello della scuola dell’obbligo, ma possa proseguire con l’istruzione a livello superiore, con la stessa impostazione bilingue e con un ancora maggiore respiro europeo. Si tratterebbe di un’istituzione scolastica di eccellenza, in grado oltretutto di attrarre studenti anche dai territori vicini come dimostra l’esperienza di Klagenfurt.
Gli amministratori, in particolare quelli di S. Pietro, dovrebbero vagliare bene queste proposte e sostenerle.

Articolo tratto dal sito http://www.novimatajur.it/main.php?page_id=articolo&id=1380

Di valresia
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Saturday 15 january 2011 6 15 /01 /Gen /2011 14:27

MINORANZE: DE ANNA AL DAN EMIGRANTA, SOSTENERE ISTRUZIONE PLURILINGUE Cividale, 6 gennaio 2011 ''Conosco le difficoltà dell'Istituto con insegnamento bilingue di San Pietro al Natisone e l'Amministrazione regionale continuerà a sostenerlo. Va dato merito al mio predecessore, l'assessore Molinaro, di aver fatto il possibile per accompagnare, anche in tempi difficili per il bilancio della Regione, questa scuola in cui crediamo molto. Nello stesso modo riponiamo grande rispetto e aspettative per il lavoro della commissione paritetica Friuli Venezia Giulia-Slovenia che il 26 gennaio si insedierà in sessione plenaria a Trieste''. Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura Elio De Anna portando il suo saluto e quello del presidente della Regione Renzo Tondo alla platea degli sloveni della Val Canale, di Resia, delle Valli del Torre e del Natisone, riuniti a Cividale per il ''Dan Emigranta'', la Giornata dell'Emigrante, il tradizionale evento politico e culturale che si ripete da oltre quarant'anni e che rappresenta anche l'occasione di bilancio per le politiche culturali e sociali della minoranza slovena della provincia di Udine e che quest'anno, in una chiesa di San Francesco trasformata in studio radiofonico, si è arricchito con collegamenti ed interviste in diretta con i protagonisti dei principali eventi che hanno caratterizzato la vita della Benecia. Due i temi nodali: il futuro dell'Istituto statale di San Pietro al Natisone che nel 2010 è stato oggetto di un trasferimento di sede, tanto che l'intervento introduttivo a nome delle associazioni è stato affidato proprio ad un insegnante della scuola bilingue, Miriam Simiz, e lo stato della fruibilità delle trasmissioni televisive in sloveno nella provincia di Udine (il recente digitale terrestre ha permesso di risolvere almeno in parte l'annosa penalizzazione dell'accesso all'informazione da parte delle popolazioni slovene in Friuli). De Anna ha ribadito l'importanza della trasmissione dei valori che fondano il carattere multilinguistico del Friuli Venezia Giulia e quindi anche l'autonomia statutaria della Regione. In questa direzione va anche il riconoscimento da parte dell'amministrazione regionale dell'Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone come ente di primaria importanza, fatto per il quale la comunità della Benecia ha tributato un aperto ringraziamento alla Regione nel corso di questo ''Dan Emigranta''. ''L'inglese è importante come lingua della globalizzazione - ha ricordato De Anna - ma è importante anche sostenere l'istruzione nelle lingue della nostra regione come segno di un'offerta didattica e di un'educazione di respiro europeo che vive il localismo come un'eccellenza e non come un campanile, non nell'ottica dell'inclusione o peggio dell'assimilazione, ma come aspirazione ad una vera Europa dei popoli''. L'aspirazione, secondo De Anna, che si è definito ''un pordenonese di lingua friulana'', deve essere rivolta ad una ''globalizzazione locale''. Tanti i rappresentanti delle istituzioni, gli esponenti del mondo politico, economico e culturale e gli amministratori di tutta la fascia confinaria intervenuti: tra gli altri, la senatrice Tamara Blazina, i parlamentari sloveni Vasja Klavora e Miro Petek, il consigliere regionale Igor Gabrovec, il sindaco di Cividale Stefano Balloch, che ha pubblicamente ringraziato nel suo intervento il sottosegretario alla Cultura della Repubblica slovena Silvester Gaberscek, presente in sala e che a Cividale ha manifestato l'appoggio formale alla candidatura Unesco da parte della città ducale. Ai microfoni dei conduttori delle trasmissioni in sloveno sulla Rai e nelle emittenti private della regione - Davide Clodig, Ezio Gosgnach, Eva Golles, Riccardo Ruttar, Marina Cernetig - che si sono avvicendati nell'improvvisato studio radiofonico della chiesa di San Francesco sono intervenuti il resiano Sandro Quaglia, Ziva Gruden, dirigente dell'istituto comprensivo di San Pietro al Natisone, e il parlamentare Danjel Krivec, sindaco di Bovec/Plezzo, località dove si terrà a breve l'incontro tra gli amministratori della Benecia e della parte settentrionale della Val d'Isonzo per approfondire temi di sviluppo transfrontaliero e per sbloccare i ritardi sull'utilizzo dei fondi europei. Il ''Dan Emigranta'' 2011, in cui si sono esibiti molti gruppi musicali e solisti, si è concluso con la rappresentazione teatrale ''Lena iz Tapoluovega'' a firma di Giorgio Banchig, presidente provinciale SSO, Confederazione delle organizzazioni slovene. Il testo teatrale si è basato su una ricerca storica di Giovanni Maria Del Basso, già sindaco di Cividale e ordinario di Sfragistica dell'Università di Udine, che ha fatto luce su un presunto infanticidio accaduto a Topolò nel 1720. Tratto dal sito http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/deanna/comunicati/&id=37304&ass=B02&WT.ti=Ricerca comunicati stampa

Di valresia
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Tuesday 4 january 2011 2 04 /01 /Gen /2011 13:13

Lettera agli << affossatori >> della lingua Resiana                                                    Alla fine della via crucis di prato,sorge il nostro Camposanto,dal quale ammiriamo il bellissimo Canin,il Musi, la Sgarbina, la nostra Resia  insomma,per cui abbiamo vissuto, guerreggiato e amato.                    Siamo scioccati che sostenitori(trici) di un dialetto pro-sloveno continuino a imporre la loro ideologia, col pretesto che i “loro” studi sono il risultato di ricerche accertate,basate però unicamente sui loro “desiderata”.La loro paranoia si esprime in certe pubblicazioni,libri e articoli giornalistici, giustificando cosi la loro posizione intellettuale insostenibile.Es: Contestazioni dei risultati sul DNA dei resiani.Questi sostenitori <<trici>> vendono la loro anima al Diavolo,rinunciando alla loro Identità,alla loro Storia,alle loro Usanze,alla loro lingua,in cambio di vantaggi ……travestiti dietro un paravento cosidetto culturale.Eminenti linguisti e slavisti di fama internazionale hanno riconosciuto che il resianoè una lingua slava arcaica e atipica.I linguisti che contestano questa argomentazione sono sloveni o formati a Lubiana, di cui si dà atto. Chi mai oserebbe negare l’identità dei propri avi??                    Coloro che dovrebbero  riposare in pace.                                                                                         Lettera scritta da e pubblicata sul giornale -- identità e tutela val resia --  (p.o. Anna e Jean Clemente Tomasig)

Di valresia
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