grazie sergio
Il primo cittadino di Resia non si è ricandidato. Nell’ultimo consiglio gli elogi dell’opposizione. Barbarino lascia dopo dieci anni RESIA. Nel comune di Resia sta per chiudersi “l’era Barbarino”. Perché il sindaco che per dieci anni ha occupato il municipio non ha voluto ricandidarsi e questi, per lui, sono gli ultimi giorni in politica. Una persona pratica e determinata Sergio Barbarino, che al termine di amministratore ha spesso preferito quello di “condottiero di un popolo”. Due mandati alla guida del Comune caratterizzati da una difesa convinta delle tradizioni e delle peculiarità linguistiche del resiano da una parte, della volontà di mettere in luce l’italianità di Resia dall’altra. Lascia, Barbarino, con l’onore delle armi, visto che anche l’opposizione, durante l’ultimo consiglio comunale, ne ha riconosciuto i meriti e soprattutto l’impegno profuso a favore della sua valle. “Fare il sindaco per dieci anni - ha affermato Barbarino - è stato veramente impegnativo, sia per l’aspetto economico che familiare. Ho parzialmente trascurato la famiglia e totalmente il fatto economico. Ringrazio comunque i consiglieri, il segretario e i dipendenti che, in questi anni, hanno concorso nella realizzazione del programma. Ringrazio inoltre gli assessori, che si sono dimostrati validi e all’altezza dell’incarico ricevuto. Sono state fatte tante cose, ma forse si poteva fare di più.” Barbarino, che ricopre anche il ruolo di presidente del Parco, ha ricordato alcune delle opere portate a termine in questi anni: la centrale idroelettrica sul rio Barman, che porta nelle casse del Comune 300 mila euro ogni anno, il Centro visite del Parco delle Prealpi Giulie a Prato di Resia, l’allargamento della strada per Uccea, il recupero della scuola di Stolvizza, la realizzazione dell’albergo “Alle Alpi” e delle case Ater a Stolvizza, senza dimenticare tutti gli interventi di messa in sicurezza del territorio. (a.c.)
Pubblicità